Come pubblicare una cover su Spotify

3 Gennaio 2023

Pubblicare una cover nel 2026 non è solo un atto di omaggio, ma una mossa strategica per scalare le classifiche e farsi notare da un pubblico già fidelizzato. Eseguire un brano noto, specialmente un successo recente, permette infatti di attirare fan sfruttando un’attenzione già esistente. Inoltre, produttori per TV e cinema sono costantemente alla ricerca di nuove versioni di brani celebri.

Ecco tutto quello che devi sapere per muoverti in questo labirinto legale e creativo, trasformando una “semplice versione” in un trampolino per la tua carriera.

Scegliere il brano perfetto: la strategia dietro la voce

Non esiste un metodo infallibile, ma alcune strategie rendono la scelta più efficace per la tua crescita:

  • Rielaborare i classici: È un’ottima occasione per farsi notare dal grande pubblico.
  • Cambiare genere: Rivela il cuore pulsante della canzone e mostra la tua identità artistica.
  • Mettiti alla prova: Scegli brani che migliorino le tue capacità tecniche.
  • Rispetta l’originale: Ricorda che se modifichi troppo la struttura, il brano potrebbe non essere più considerato una cover.
  • Titolo esatto: Per essere accettata sugli store, la cover deve avere lo stesso titolo dell’originale.

Cos’è (legalmente) una cover?

Una cover si ha quando un artista ricrea la composizione (accordi, testo, melodia) di un altro. È diversa da un remix, un medley o un campionamento.

Nota importante: Non puoi utilizzare campioni audio della registrazione originale (sampling) senza un esplicito consenso. Se usi una base karaoke o strumentale già esistente, devi verificarne i diritti.

Licenze e burocrazia: come non farsi chiudere il profilo

Contrariamente a quanto si pensa, non serve sempre il consenso preventivo dell’autore grazie alla Licenza Obbligatoria. Questa licenza impedisce ai creatori di vietarti la pubblicazione, a patto che tu faccia due cose:

  • Informativa: Devi notificare al proprietario la tua intenzione di pubblicare la cover.
  • Royalty: Devi pagare una tassa per ogni download (attualmente circa 9,1 centesimi per brani sotto i 5 minuti).

Per i principali servizi di streaming come Spotify o Deezer, la distribuzione globale è spesso facilitata, tranne che nei territori sopra citati dove la licenza meccanica è obbligatoria. Se il brano è di pubblico dominio (solitamente 50-70 anni dopo la morte del compositore), non serve alcuna licenza.

YouTube e le piattaforme UGC: la zona grigia

Piattaforme come YouTube hanno lanciato carriere globali (Justin Bieber, Shawn Mendes). Tuttavia, il video complica le cose:

  • Content ID: Il sistema di YouTube scansiona il video; se rileva materiale protetto, invia un reclamo. Spesso il video resta online, ma i proventi pubblicitari vanno al titolare dei diritti.
  • Licenza di Sincronizzazione: È necessaria per abbinare la musica a immagini (anche una foto fissa). Gli editori hanno il controllo totale su queste licenze e possono ignorare la richiesta o chiedere cifre elevate.